Kersint®: la ceramica tecnica sinterizzata per la trafilatura a bagno e i bagni acidi
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Kersint®: la ceramica tecnica sinterizzata per la trafilatura a bagno e i bagni acidi

Nelle linee di trafilatura che lavorano a bagno — e in particolare in presenza di soluzioni acide, come nelle vasche di ramatura — i componenti meccanici operano in uno degli ambienti più aggressivi dell’intero ciclo produttivo. Corrosione chimica, usura abrasiva e necessità di mantenere una finitura superficiale impeccabile si sommano, mettendo a dura prova materiali e rivestimenti tradizionali. In questi contesti il materiale con cui sono realizzati i particolari a contatto con il filo non è un dettaglio: determina la durata dei componenti, la qualità del prodotto finito e la frequenza dei fermi macchina.
È qui che entra in gioco Kersint®, la ceramica tecnica sinterizzata a base di ossido di zirconio sviluppata da Paganoni, divisione di Mario Nava S.p.A. specializzata fin dagli anni ’70 in rivestimenti antiusura e ceramiche tecniche per l’industria della trafileria. A differenza degli altri prodotti della gamma, Kersint® non è un rivestimento applicato a una superficie, ma un materiale con cui si realizzano interi particolari o inserti.
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Trafilatura a bagno e bagni acidi: un ambiente che mette alla prova ogni materiale
La trafilatura riduce la sezione di un filo facendolo passare attraverso filiere successive. Quando questo avviene a bagno, il filo e i particolari della linea sono immersi in un lubrificante liquido; nel caso delle vasche di ramatura, si tratta di un vero e proprio bagno elettrolitico acido, usato per depositare uno strato di rame sul filo di acciaio. È una fase tanto delicata quanto comune nelle trafilerie.
In queste vasche, i particolari a contatto con il filo e con la soluzione — anelli, coni, alberi, sbozzatori — sono sottoposti contemporaneamente a tre fattori di degrado: la corrosione chimica dell’ambiente acido, l’usura abrasiva del filo in movimento e la necessità di mantenere un livello di rugosità (Ra) molto basso. La rugosità è il parametro che misura la finitura della superficie: più è bassa, minore è l’attrito che il filo subisce nel passaggio.
Un particolare in metallo non protetto, in questo scenario, tende a corrodersi e a perdere finitura: l’Ra aumenta, l’attrito cresce, la qualità superficiale del filo peggiora e si moltiplicano gli interventi di manutenzione e i fermi macchina. La conseguenza è un costo che non si misura solo nel ricambio, ma soprattutto nelle ore di linea ferma.
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Kersint®: un materiale ceramico sinterizzato, non un rivestimento
La differenza più importante da capire su Kersint® è che non si tratta di un riporto superficiale. Mentre gli altri prodotti della gamma sono rivestimenti applicati su un pezzo già esistente, Kersint® è un materiale ceramico super-sinterizzato a base di ossido di zirconio e minerali rari, con cui si realizzano interamente particolari o inserti.
La sinterizzazione è il processo che, attraverso calore e pressione, lega le polveri ceramiche in un corpo compatto e omogeneo. Il risultato è un pezzo che possiede le proprietà della ceramica di zirconio in tutto il suo volume, non solo in superficie.
Questa caratteristica fa la differenza proprio negli ambienti chimicamente aggressivi: un rivestimento, per quanto performante, presenta sempre un’interfaccia con il metallo sottostante che può diventare un punto di attacco per la corrosione. Un particolare in Kersint®, invece, non ha uno strato che possa consumarsi fino a scoprire un substrato o distaccarsi: la sua resistenza chimica e all’usura è una proprietà intrinseca del materiale.
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Le proprietà tecniche di Kersint®
Le caratteristiche dell’ossido di zirconio sinterizzato si traducono in vantaggi concreti per chi gestisce linee a bagno e vasche di ramatura:
- Ottima resistenza alla corrosione nei bagni acidi, grazie all’inerzia chimica della ceramica di zirconio.
- Usura trascurabile nel tempo, anche con il filo in movimento continuo ad alta velocità.
- Riduzione drastica delle manutenzioni e dei fermi macchina, con un evidente impatto sulla continuità produttiva.
- Rugosità (Ra) molto bassa ottenibile e mantenuta nel tempo, per ridurre l’attrito e preservare la qualità superficiale del filo.
- Geometrie stabili: l’assenza di un riporto da rigenerare significa profili che restano costanti più a lungo.
Va ricordato che il pieno potenziale di Kersint® si esprime quando il particolare è lavorato e finito per ottenere un grado di rugosità molto basso: è la combinazione tra materiale e finitura a garantire le prestazioni nel tempo.
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Dove si usa Kersint®: particolari e applicazioni
Kersint® viene impiegato per realizzare un’ampia gamma di particolari, in particolare quelli a contatto con bagni acidi o che richiedono finiture superficiali molto spinte:
- anelli per vasche di ramatura;
- coni per trafilerie;
- anelli per sbozzatori di rame e alluminio;
- rulli multigola per macchine multifilo;
- carrucole, guidafili e spandifilo;
- boccole e alberi per vasche di ramatura;
- pulegge con inserto.
L’ambito d’elezione è la trafilatura a bagno, e in particolare ogni situazione in cui sia presente un bagno acido o serva una rugosità molto bassa. Per le applicazioni in cui prevale invece la sollecitazione meccanica — urti, slittamenti intensi — la gamma Paganoni offre soluzioni a base di carburi di tungsteno, come vedremo nel prossimo paragrafo.
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Kersint® e gli altri prodotti della gamma: come scegliere
Kersint® non sostituisce gli altri prodotti Paganoni: ne completa la gamma, coprendo le situazioni in cui il fattore critico è l’aggressione chimica o la finitura superficiale. Per orientarsi:
- per la trafilatura a secco di metalli ferrosi e non, il riferimento è Kerblack®, rivestimento a base di ossido di cromo, indicato quando il problema principale è la corrosione galvanica o la presenza di particolari in alluminio;
- per le applicazioni ad alta sollecitazione meccanica, sia a secco che a bagno, c’è Wolside®, il carburo di tungsteno fusionato a caldo con tecnologia HIP, dalla struttura super-compatta;
- per il filo nervato destinato al cemento armato, la scelta è Coldside®, carburo di tungsteno applicabile anche su pezzi già finiti o logorati;
- Kersint® è la scelta quando l’ambiente è chimicamente aggressivo (bagno acido, ramatura) oppure quando serve un Ra molto basso ottenuto su un materiale ceramico massivo.
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Recupero dei componenti e durata nel tempo
La logica che guida Paganoni non si esaurisce con la fornitura del particolare nuovo. Per i componenti soggetti a usura sulla fascia di tiro — la zona più sollecitata dal passaggio del filo — è disponibile un servizio di recupero di cabestani e pulegge che ripristina le geometrie originali mediante riporto di Kerblack®, Wolside® o Coldside®, restituendo al pezzo prestazioni spesso superiori a quelle del componente nuovo non rivestito.
È un approccio che unisce vantaggio economico — il recupero costa meno dell’acquisto del nuovo — e sostenibilità, perché riduce gli scarti e il consumo di materiale ed energia per produrre ricambi. Ogni componente, recuperato o nuovo, passa attraverso i controlli dimensionali, di rugosità e di collaudo finale previsti dagli standard interni Paganoni.
In sintesi: dove l’ambiente è chimicamente aggressivo e la finitura del filo conta, Kersint® offre una risposta che nasce dal materiale stesso, non da uno strato superficiale. È questa la differenza che, sulle linee a bagno, si traduce in meno fermi macchina e in un filo di qualità costante.
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